I ponti di Konigsberg al tempo dell’AI

Nel mentre che Cursor va, mi imbatto nel seguente post di Michele Sciabarrà. E mi parte l’embolo dell’analogia. E’ un difetto pressoché incurabile, irrefrenabile e per chi mi ascolta (moglie e figli compresi) talvolta incomprensibile. Però, fidatevi, magari sottile e quasi impalpabile, ma il legame c’è. Sempre.

Cosa dice Michele nel post? In soldoni, dice che se quel tal problema che vi pensare di essere vicini così al successo è davvero così semplice da risolvere che bastano pochi minuti di AI e un po’ di prompt, beh allora dovreste seriamente considerare la possibilità che voi – in quanto programmatori – non siate affatto necessari. E poi, citazione da incorniciare: soprattutto oggi,

Il business nasce quando risolvi un problema reale del cliente.

E qui mi è partito l’embolo dell’analogia.

Ieri sera leggevo di una letterina che Carl Gottlieb Ehler, matematico e sindaco di una città vicina a Konigsberg, inviò al quasi omonimo Leonhard Euler all’epoca di stanza nella vicina San Pietroburgo, La città di Konigsberg (oggi Kaliningrad) era, ed è, adagiata sulle sponde del fiume Pregel e a fine 700 aveva sette ponti nel centro città. Il sindaco lanciò la sfida a trovare un percorso chiuso nel centro città che attraversasse tutti i ponti una e una sola volta.

Armati di mappe e matite (e in costante contatto con frotte di cuggini tuttofare) i cittadini passarono giorni e giorni a passeggiare avanti e indietro cercando il percorso perfetto. Inutilmente. Il matematico Ehler iniziò a sospettare che la faccenda fosse molto meno naive di come poteva apparire a prima vista. E scrisse a Euler. Che rispose qualcosa come “noi matematici non facciamo mica la settimana enigmistica…”

Ehler ci aveva preso, però, e aveva nascosto un amo nella lettera–quella nuova branca della matematica (geometria situs) su cui tanto si era dilettato Leibniz. Euler abboccò e si lasciò prendere dal problema finendo per gettare le basi dell’odierna teoria dei grafi (mio unico 30-lode, piccola digressione) e comunque elaborando una regola per stabilire se un percorso chiuso vincolato esista o meno. A Konigsberg no.

Se un problema appare così abbordabile perché qualcun altro non potrebbe aver già pronta la soluzione? Gli strumenti sono lì a disposizione di tutti: vedi AI generativa, prompt etc. Nel caso di Konigsberg, la matematica nota dei “percorsi” era lì a disposizione di tutti. E tutti a pensare che magari in una passeggiata col sole della domenica avrebbero risolto l’enigma anche senza conoscerla. E invece la matematica necessaria ancora non c’era. E la gloria era di là da venire e solo per pochi. Anzi, uno. Euler.

La chiave è costruire soluzioni a problemi reali. Il mio prof di algoritmi diceva che “di computer più veloci si avvantaggiano soprattutto algoritmi più veloci”. E Michele in qualche modo conferma

Pensate a cosa vi pagherebbero in un mondo con la AI, piuttosto.

Io ho vissuto e lavorato in un mondo senza Internet. E i soldi con Internet si sono fatti dopo che è finita la bolla dot-com e cioè quando tutti hanno scoperto di avere problemi reali di business che con Internet si potevano affrontare in modo diverso. Con AI è la stessa cosa.

OK. Cursor ha finito. Posso tornare a lavorare 🙂

Published by D. Esposito

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